04.04.2025

PRESSIONI SULLE CESSIONI DI DIRITTI E COMPENSI INIQUI: ARTISTI SUBORDINATI AI DISCOGRAFICI NEI RAPPORTI CONTRATTUALI. LO DENUNCIA UN NUOVO STUDIO DELLA COMMISSIONE EUROPEA


Nei giorni scorsi, la Commissione Europea ha pubblicato uno studio che fornisce dati allarmanti sulle pratiche contrattuali che incidono sul trasferimento dei diritti d’autore e dei diritti connessi in diversi settori creativi, e che vedono autori e artisti soffrire una posizione di svantaggio.

Nello specifico lo studio conferma che, nel settore musicale, la prassi vede la maggior parte degli artisti trasferire i propri diritti esclusivi alle case discografiche. In particolar modo, i c.d. session musicians sembrano essere in una posizione più debole rispetto agli artisti principali. Gli artisti che hanno partecipato all’indagine hanno riferito di trovarsi frequentemente di fronte a situazioni di tipo "prendere o lasciare" durante le negoziazioni con le case discografiche.

Proprio lo squilibrio di potere tra le parti si conferma uno dei punti di maggior criticità: oltre il 40 % degli autori e degli artisti intervistati ritiene che il proprio potere contrattuale sia rimasto invariato nel tempo, mentre il 38 % ha segnalato un calo negli ultimi cinque anni.
La maggior parte dei titolari dei diritti ritiene che la remunerazione ricevuta non sia assolutamente equa. In molti casi, le ragioni di questa insoddisfazione sono legate alle regole sul trasferimento dei diritti, come la cessione in cambio di pagamenti forfettari che non tengono conto del potenziale valore economico delle opere o delle performance, anche perché, spesso, conclusi in una fase iniziale della carriera artistica.

Dati preoccupanti, in linea con quanto denunciato già lo scorso anno da una risoluzione del Parlamento Europeo (link). 
Uno scenario sconfortante, confermato – nello specifico, nel nostro Paese – anche dalla ricerca realizzata dall’Università Cattolica di Milano (link
), dove, ad esempio, il 91 % degli artisti italiani intervistati ha dichiarato di non aver formalizzato alcun contratto con una casa discografica in merito allo streaming della propria musica.

Scarica qui lo studio della Commissione Europea 



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24.11.2014

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06.10.2014

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08.09.2014

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