La Corte di Giustizia UE ha pubblicato l'8 settembre un'importante sentenza sul caso che ha visto la collecting degli artisti irlandesi RAAP citare in giudizio la collecting dei produttori discografici PPI per i mancati versamenti dei compensi dovuti agli artisti interpreti ed esecutori cittadini o residenti di Stati extra UE.
La sentenza, che sostiene le richieste avanzate da RAAP, arriva a conclusioni analizzando la compatibilità del diritto irlandese con quello europeo e internazionale in merito, tra l'altro, all'applicazione della definizione di artista interprete ed esecutore titolare di un'equa remunerazione per la comunicazione al pubblico delle opere a cui ha partecipato.
La Corte afferma che la definizione di artisti interpreti o esecutori è quella contenuta nel trattato OMPI sulle interpretazioni, le esecuzioni ed i fonogrammi a cui l'Unione europea ha aderito sin dal 2010. Nel trattato sono definiti AIE, senza distinzioni, tutti coloro che rappresentano, cantano, recitano, declamano, interpretano o eseguono in qualunque altro modo opere letterarie o artistiche o espressioni di folclore. Questa definizione non prevede nessun requisito aggiuntivo, né alcuna limitazione e pertanto include sia gli artisti extra UE (quali gli americani), sia gli orchestrali, come ITSRIGHT ha sempre sostenuto.
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